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zucca croccante con salsa di sesamo e pistacchi

Ultimamente medito spesso sul fatto che sono la persona più onnivora che conosco.
Mi sono resa conto del fatto che, se lo dico senza specificare bene cosa intendo, la gente non mi capisce: essere onnivora non significa essere di bocca buona.
E qui, infatti, arriva la seconda parte della storiella: sono la persona meno di bocca buona che conosco.

In sintesi: non rifiuto nulla per partito preso, a meno che non sia velenoso o scientificamente non commestibile.
Formaggio con i vermi? Mangio. Interiora, le più truculente? Mangio. Insetti? Non me li hanno mai offerti ma se una fonte accreditata giura che sono buoni… mangio.

Poi giudico. Può non essere magari di mio gradimento ma se è di buona qualità lo apprezzo lo stesso. Se è di cattiva qualità, no grazie.

Ultimamente, dicevo, sto riflettendo molto sul mio essere onnivora e sono molto attratta dal mio opposto, l’essere vegano.
Mi sto documentando, sto assaggiando, sto leggendo Eating Animals di Jonathan Safran Foer. Pranzo con la mia amica Irene, sperimento posti nuovi, faccio cose, vedo gente.

Sostenibilità, salute, etica: rispetto alle prime due voci ho già una posizione chiara (ridurre il consumo di prodotti animali senza dubbio aiuta l’ambiente e il corpo), mentre non mi sono ancora messa d’accordo con me stessa riguardo alla terza.
Posto che di veganesimo non è mai morto nessuno (ma di eccessi carnivori, oh sì), mangiare prodotti di origine animale fa parte del ciclo della vita o la facoltà di scelta dell’essere umano dovrebbe portare a smettere di consumarne?

Per quanto mi riguarda, consumo pochissima carne, una maggior quantità di pesce e una – ahimé, si vede dai cosciotti – sostenuta dose di derivati del latte. Acquisto sempre uova da galline allevate all’aperto e non in gabbia, per il resto però c’è parecchio da fare (chissà come vengono trattate le mucche che producono il latte per i miei formaggi?).
Non so dove mi porterà il futuro, probabilmente non diventerò mai vegana ma, se mai prendessi una direzione così decisa, non potrei che affermare una cosa: ho provato e amato talmente tutto che posso davvero dire di aver scelto.

La settimana scorsa, sempre rapita dal sacro fuoco documentaristico (oltre che da un impegno di lavoro) sono stata alla presentazione di #MercoledìVeg, iniziativa che suggerisce di rinunciare al consumo di prodotti di origine animale una volta alla settimana.
La presentazione è stata seguita da un pranzo preparato da Simone Salvini: questa buona ricettina a base di zucca e tahina (il mio famigerato debole a base di sesamo) è sua. Gli ingredienti erano pesati ma per semplicità li ho modificati in dosi a occhio.

ps mamma, papà, se siete arrivati a leggere fin qui: sono sempre io, vostra figlia! Mi volete ancora bene?

INGREDIENTI
per la zucca
mezza zucca
una manciata di farina di mais macinata fine (io ho usato la semola, va benissimo lo stesso)
salvia
sale

per la salsa
una tazzina da caffè di tahina (crema di sesamo)
succo di limone
olio extra vergine d’oliva
tamari (oppure salsa di soia comune)
olio piccante
una manciata di pistacchi sgusciati (io li ho tostati per qualche minuto in forno, mi piacciono di più)

Sbucciate la zucca e tagliatela a pezzi grossolani ma regolari. Mettetela in una ciotola capiente e aggiungete la farina, qualche foglia di salvia, una presa di sale e un giro d’olio d’oliva.

Mescolate il tutto e trasferite su una teglia rivestita di carta da forno. Infornate a 180° (forno ventilato se volete un risultato bello croccante) per almeno 30 minuti: il tempo di cottura dipende moltissimo dalle dimensioni dei pezzi di zucca.

Nel frattempo unite gli ingredienti per la salsa, sbattete con una forchetta e aggiungete un po’ di acqua fredda fino a ottenere una consistenza fluida.

Servite la zucca con la salsa e i pistacchi tritati grossolanamente.

 

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4 Comments

  1. Un bellissimo post,con parole finalmente intelligenti. Non se ne trovano molti di onnivori-o molto onnivori:D -ad avere un pensiero così aperto e rispettoso nei confronti del veganismo. Io non lo sono completamente ancora al 100% (ad esempio,ho le galline e mangio le loro uova ogni tanto,anche se in fin dei conti può quasi essere considerato “etico”,in un certo senso) ma ho iniziato ad avvicinarmici dopo la scelta vegetariana proprio per le domande (e le risposte che poi ho trovato) che ti stai ponendo anche tu. Non posso dirti qual è la strada giusta per te,ma anche se non dovessi diventarlo mai,il tuo atteggiamento è quasi più importante e di supporto per tutti noi vegetariani/vegani o in procinto:)
    grazie,e giusto:bella ricetta!io sono drogata di tahin 😛
    baci

    • artemisia artemisia

      Ciao Peanut, grazie: il rispetto è un valore in cui credo molto e sono davvero felice che tu lo abbia notato

  2. Ciao Artemisia, adoro il tuo entusiasmo sui mercoledì veg, adoro ancor di più come ti avvicini al colore verde con rispetto e apertura. Grazie per il tuo sguardo su questa scelta.
    Un abbraccio, ib

    • artemisia artemisia

      Grazie a te, per un sacco di buone ragioni amica mia!

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