Insalata del cuore con barbabietola, formaggio di capra e mela verde per l’AISM


Non amo particolarmente l’insalata intesa come contorno ma potrei (quasi) vivere di insalatone-piatto unico. Le mie preferite sono a base di foglie tenere, frutta e formaggio: trovo che questa sia un’associazione di sapori praticamente irresistibile.

Stavolta ho provato a mescolare insieme agli ingredienti che mi piacciono di più la barbabietola, con cui ho sempre avuto un rapporto controverso. L’ho detestata da bambina, mal sopportata da ragazzina e ignorata da adulta… fino a quando mi sono messa in testa di non escludere dalla mia dieta un alimento dal colore così bello. Pian piano ho capito che, opportunamente domata, la radice rossa può essere mia amica: e siamo diventate ottime compagne d’avventura.

Ultimamente ho scoperto che io e la barbabietola andiamo molto d’accordo se, a fare da paciere, facciamo intervenire la mela verde. Insieme ci siamo inventate un’insalata buona e – spero – utile: questo piatto, infatti, è dedicato a un’iniziativa a cui partecipo davvero volentieri, organizzata dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

L’11 e 12 ottobre 2014 in 3000 piazze italiane sarà possibile acquistare la Mela di AISM per aiutare i giovani che soffrono di sclerosi multipla e per sensibilizzare tutti a sostenere la ricerca scientifica su questa malattia che, solo nel nostro paese, colpisce 72.000 persone.

Le mele che ho utilizzato per questa ricetta mi sono state regalate in anteprima da AISM e ne ho approfittato non solo per prepararmi una bella insalata ma anche per fare una donazione attraverso il sito dell’associazione: pochi click e il mio piccolo contributo alla ricerca arriva direttamente a destinazione, via Paypal. Facile, no?

Buon appetito!

ingredienti
un piccolo cespo di insalata lollo (o un misto di lollo verde e rossa)
una pugno di misticanza
una piccola barbabietola rossa
una piccola mela verde Granny Smith
formaggio di capra a piacere (io ho usato un tronchetto)
una manciata di semi misti e frutta secca

Cuocete la barbabietola a vapore, fatela raffreddare leggermente, sbucciatela e tagliatela a cubetti. Tagliate a fettine la mela. Tostate leggermente semi e frutta secca (io ho usato un mix fatto in casa di semi di lino, mandorle, anacardi, noci, nocciole, uvetta e goji).

Unite tutto in un piatto e completate con il formaggio di capra spezzettato.

Condite l’insalata a piacere: io ho usato olio extravergine leggero, fior di sale e aceto balsamico.

 

 

curry italo-giapponese (per gli amici, risi e carnina)


Signori: oggi si parla di curry giapponese, più precisamente カレーライス, per gli amici karē raisu.

Raisu viene dall’inglese rice: i figli del Sol Levante non ce la possono fare a pronunciare correttamente la lingua altrui e questo ce li rende fratelli. Il nome di questa pietanza non vi dice nulla? Provate a controllare tra gli emoticon del vostro – o altrui – iPhone: quel misterioso piattino metà riso e metà carne, dall’aspetto brodoso, è proprio lui.

Il curry giapponese è un piatto porco e sfacciato. Una di quelle ricette imbastardite, piene di tutto: c’è il riso come vuole la tradizione nipponica; c’è il curry, portato in dote dai soliti cuochi britannici alla fine dell’800; c’è il roux per addensare il tutto, perché un po’ di Francia non si nega a nessuno. Il risultato è una specie di campioncino del comfort food, perfetto per una gelida serata invernale (ma anche per un torrido mezzogiorno d’estate, ve lo dice una tirata su a spezzatino a Ferragosto).

Sull’onda dell’entusiasmo, qualche tempo fa ho pensato di riprodurlo a casa in versione ancora più melting pot: complice un’imprevista sterzata patriottica, casa artemisia ha prodotto questo curry italo-giapponese (per gli amici, risi e carnina) che io e zoltar prepariamo e consumiamo ormai a ciclo continuo.

Nota di stile: nell’originale, la carne di manzo è più spesso a cubetti. Noi l’abbiamo sostituita con un macinato (e una scivolata di salsiccia di maiale) perché esiste anche questa variante e ci piaceva l’idea del ragù à la Japonaise.

Qualche tempo fa ci siamo fatti pizzicare da Maricler in un supermercato di alimenti orientali, tutti intenti a fare razzia di materie prime per la nostra meritata dose di droga: sospettiamo di avere contagiato la nostra amica con il tormentone del curry. Questa ricetta è dedicata a lei, con la speranza (o il timore) di trascinarla nel tunnel.

Ingredienti
500 g di carne macinata di manzo
100 g di salsiccia di maiale
300 g di curry giapponese in tavolette (dettagli nella ricetta)
1 zucchina
1/2 melanzana
1 cipolla grande
1 carota
1 costa di sedano verde con le foglie
4 funghi shitake secchi (se non li trovate, usate una manciata di champignon secchi)
1/2 bicchiere di sake (oppure vino bianco)
olio extravergine d’oliva
olio di arachidi o di semi

Per servire: riso di buona qualità, in quantità liberissima

Preparazione
Doverosa premessa: questo piatto si prepara obbligatoriamente con il curry roux giapponese, una miscela micidiale che si può acquistare in tavolette nei negozi di alimenti orientali ben forniti (a Milano consiglio Kathay che ha anche lo shop online). Se però volete cimentarvi nella preparazione casalinga del roux, potete seguire il tutorial che trovate all’inizio di questo video.

Fate ammollare i funghi in acqua tiepida.

Tritate cipolla, carota e sedano. Soffriggete il tutto con poco olio extra vergine d’oliva.

Aggiungete la salsiccia, spellata e tagliata a pezzettini, insieme ai funghi tagliati a listarelle. Saltate a fuoco vivo per pochi minuti.

Versate il macinato e rosolate bene. Sfumate con il sake e aggiungete acqua fino a coprire abbondantemente la carne. Mettete il coperchio e lasciate cucinare a fuoco moderato per 45 minuti, mescolando ogni tanto. Non aggiungete sale per il momento: il curry roux ne contiene già molto.

Tagliate le tavolette di curry a fettine (altrimenti non si sciolgono bene) e aggiungetele alla carne. Mescolate e lasciate addensare per 15 minuti: la consistenza dovrà comunque restare abbastanza liquida. Se necessario, regolate di sale.

Nel frattempo, tagliate la zucchina e la melanzana a cubetti. Saltate il tutto in padella con poco olio di arachidi e aggiungete le verdure alla carne, verso fine cottura.

Cuocete il riso utilizzando queste proporzioni: una tazza di riso e due tazze d’acqua fredda. Versate il tutto in una pentola, mettete il coperchio e cuocete senza mescolare e senza scoperchiare fino a quando l’acqua si sarà consumata.

Servite il vostro curry in un piatto piano, metà carne e metà riso. Si mangia rigorosamente con il cucchiaio, come fanno i giapponesi!

insalata capra allegra: formaggio, uva e noci caramellate

Vado matta per la combinazione dolce-salato, in tutte le salse.

Certi matrimoni, apparentemente arditi, possono rivelarsi sorprendenti: per esempio, l’anno scorso in California ho scoperto che le noci caramellate si sposano felicemente con le verdure crude.

Qualche giorno fa mi è tornato in mente una giornata luminosa a San Francisco: ero a pranzo con zoltar e morgana e stavo mangiando per l’appunto una buona insalata con frutta e noci. Sarà la voglia di vacanza, sarà l’autunno che è arrivato a Milano senza nemmeno bussare… fatto sta che mi è tornata una gran voglia di West Coast.

Mi sono preparata un’insalata consolatoria con le famose noci e uno dei miei abbinamenti preferiti: formaggio di capra morbido e uva. L’agro gentile del latte caprino è ottimo con la frutta: abbiate solo l’accorgimento di scegliere grappoli non troppo dolci.

INGREDIENTI
1 piccolo cespo di insalata gentile
1 manciata di acini d’uva
80 g di formaggio di capra morbido
5 noci
1 cucchiaio di zucchero
olio extravergine d’oliva
aceto balsamico
sale

Sgusciate le noci e rompete a pezzetti i gherigli. Fate scaldare in un pentolino, a fiamma bassa, le noci insieme allo zucchero. Continuate a mescolare fino a quando il caramello si sarà sciolto quasi completamente e avrà ricoperto le noci: la consistenza ancora leggermente granulosa dello zucchero darà un sapore più delicato alle noci. Fate raffreddare mescolando spesso.

Sistemate l’insalata su un piatto da portata, aggiungete gli acini d’uva tagliati a metà e condite con poco olio, aceto balsamico e sale. Mescolate e aggiungete il formaggio tagliato a pezzetti, infine le noci.

Questo piatto dà il meglio di sé servito con pane integrale ai semi. Io ne vado talmente matta che mi sono inselvatichita: ho mangiato tutto con le mani. Leccandomi pure le dita, con buona pace dei Fonzies.

 

 

plenty of empty

A me la Design Week di Milano piace un sacco. Non trovo quasi mai nulla di mio gusto, in realtà, ma amo l’atmosfera internazionale che piove su questa città una volta all’anno. La settimana della moda non ce la fa a trasformare questo paesone in una metropoli vera: il Salone del mobile sì. Il Fuorisalone ancora di più.

Quest’anno al Fuorisalone sono stata dappertutto ma qui mi sono fermata. Mari&Co è un ex tornio trasformato da Marinella Rossi in uno spazio dedicato al cibo e a tutto ciò che la padrona di casa ama; Plenty of Empty è una mostra di scatole e contenitori del secolo scorso, a cura di Nicola Quadri, che non poteva trovare ospitalità migliore di questa.

Il prossimo progetto di Mari&Co, che si trova a Milano in via Ampola 18 (zona Ripamonti), è un ristorante che sarà aperto solo a pranzo, solo su prenotazione. Un solo tavolo, ovale e bellissimo,  da condividere. Ho provato la cucina di Marinella e l’ho trovata deliziosa.

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io amo Stella Jean

Io amo Stella Jean. La amo dalla prima volta che ne ho sentito parlare, non ricordo nemmeno dove. Questa ragazza italo-haitiana ha un incredibile talento nel combinare colori, stampe, tessuti e stili.

Durante l’ultima settimana della moda sono stata invitata alla presentazione della collezione a/i 2014 e mi sono innamorata di questi look che mescolano con un risultato straordinariamente armonioso Ande e Mongolia, Africa ed Europa. Eccone un assaggio, instagrammato ed elaborato a modo mio.

Prossimamente mi riprometto di tornare indietro di un passo e parlare della collezione estiva, quella che vorrei avere tutta e subito nel mio armadio.

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